“Qualche milione di anni fa, gli elefanti abitavano quella che oggi chiamiamo Lombardia. I resti fossili dei loro denti, frantumati in lamelle ormai pietrificate, hanno iniziato a riemergere dai campi zappati molto prima che chiunque avesse mai studiato il processo di fossilizzazione. Per questo, i contadini che per primi li ritrovarono arando i propri campi li scambiarono per lingue pietrificate. Lingue potenti, lingue di streghe, a cui venivano conferiti poteri magici e curativi. Un’alleanza, questa, forzatamente muta, stretta per necessità tra corpi femminili e corpi animali: distanti nel tempo, non riconosciuti o irriconoscibili perché mancano del tutto le parole per dirli. Oppure le parole c’erano, ma sono state sottomesse, rese inaccessibili, pericolose, come quelle lingue di donne-streghe preziose solo perché rese inoffensive.Accorgersi di questa storia, però, valutarne il potenziale metaforico, significa riconoscere l’esistenza di un’altra narrazione carsica o silenziata, ancora alla ricerca delle parole per essere raccontata.”
Attraverso testi, conversazioni, appunti, materiali di studio e contributi inediti, Lingue di pietra assume la teoria come pratica incarnata: un esercizio di ascolto, di scavo e di stratificazione. Come la pietra, il linguaggio conserva tracce, sedimenta conflitti, custodisce memorie; ma può anche essere eroso, riscritto, evocato e riattivato. La sezione si configura così come uno spazio di attraversamento, dove il sapere non è dato, ma si costruisce attraverso il confronto, la divergenza e la cura delle differenze.
Questa sezione nasce dall’esigenza di dialogare – anche a distanza, anche in silenzio – con studiosə, ricercatorə, artistə e attivistə il cui pensiero si discosta dai modelli accademici convenzionali e dalle forme di sapere consolidate, privilegiando approcci transdisciplinari e critici. L’attenzione è rivolta a pratiche teoriche che attraversano i confini tra discipline come la filosofia, studi culturali, ecologie politiche, pratiche artistiche, saperi decoloniali e transfemministi
Il tentativo è quello di aprire un terreno di ricerca condiviso, capace di accogliere complessità e contraddizioni. Lingue di pietra è un invito a sostare nelle frizioni, negli spazi “tra”, immaginando i “come”. Parlare di forme differenti di conoscenza significa, allora, immaginare forme alternative di vita.